Tim, nel 2025 +41% attacchi ramsware nel mondo, +14% in Italia
Cyber Security Report, crescono rischi con instabilità geopolitica e AI
La cybersicurezza è sempre più intrecciata agli equilibri geopolitici e oggi che sono instabili cresce il rischio cyber per cittadini, imprese e istituzioni. Anche il diffondersi dell'intelligenza artificiale accelera e rende più scalabili le minacce ma d'altro, offre nuove capacità di analisi e difesa. In questo contesto, nel 2025 gli attacchi ransomware hanno registrato oltre 7.400 rivendicazioni a livello globale (+42%) e in Italia i casi sono stati 166 (+14%), per oltre il 30% in Lombardia. Sono alcuni dei dati della seconda edizione del Cyber Security Report, Analisi delle minacce ed evoluzione dello scenario, realizzato da Cyber Security Foundation e Tim con il contributo del suo Centro Studi, presentato alla Camera dei Deputati da cui emerge che la "cybersicurezza non è più soltanto una questione tecnologica ma una condizione essenziale per la continuità dei servizi, la competitività del tessuto produttivo e la sicurezza nazionale". Il rapporto evidenzia anche una direttrice positiva: la crescita della consapevolezza e della cooperazione tra istituzioni, imprese e comunità tecnica che porta a una capacità concreta di prevenzione, risposta e resilienza. "Quando un ospedale non riesce a garantire le cure dopo un'aggressione cibernetica, quando un Comune viene paralizzato da un attacco ransomware, non stiamo parlando di qualcosa di astratto: stiamo parlando di famiglie, di lavoratori, di comunità colpite nel cuore dei loro diritti fondamentali. Serve un sistema Paese capace di proteggere insieme i cittadini, le infrastrutture strategiche e la competitività delle nostre imprese. Per questo è essenziale investire in una cultura della sicurezza informatica che sia preventiva e diffusa dalla pubblica amministrazione alle PMI, dalla scuola fino ai servizi essenziali. La sicurezza digitale è una condizione di libertà e una priorità democratica: il Parlamento ha la responsabilità di tradurla in regole chiare, risorse adeguate e tutele concrete per tutti" ha dichiarato Alessandro Colucci, presidente dell'Intergruppo Parlamentare per la Sicurezza Informatica e Tecnologica.
T.Lorenz--VZ