Confcooperative, 2 italiani su 10 si indebitano per partire a Ferragosto
8,9 milioni di italiani restano a casa. Per oltre 1 su 2 la motivazione è economica
Le vacanze italiane raccontano quest'anno due storie parallele: quella di un Paese che si indebita, senza accorgersene, pur di non rinunciare a partire e quella di un Paese che cerca sé stesso, tornando nei luoghi dell'infanzia. È quanto emerge dal nuovo approfondimento del Centro Studi Confcooperative. Il debito invisibile, non si sente, ma c'è: cresce il Buy Now, Pay Later. Non tutti gli italiani che partiranno lo faranno senza pensieri per il portafoglio. Almeno 2 italiani su 10 finanziano la propria vacanza attraverso il Buy Now, Pay Later: il pagamento in tre rate senza interessi, attivabile in pochi secondi direttamente dall'app. Uno strumento che in pochi anni ha smesso di essere una nicchia per diventare abitudine diffusa: il credito così erogato è cresciuto del 127% negli ultimi 3 anni, segnando un +23% solo nell'ultimo anno. Nello stesso periodo, i piccoli prestiti tradizionali sotto i 1.500 euro sono calati del 29%. La ragione del successo sta nella sua stessa semplicità: nessuna filiale, nessun documento da presentare, nessuna attesa. Il credito si perfeziona all'interno della stessa piattaforma di acquisto, nel tempo di un clic. Il Centro Studi Confcooperative fotografa anche una tendenza più emotiva che finanziaria: il DéjàView, il turismo della nostalgia. Oltre 6 italiani su 10, tra i 30 e i 55 anni, trascorreranno il Ferragosto 2026 o vorrebbero trascorrerlo, nei luoghi delle vacanze di quando si era bambini. Il centro studi di Confcooperative ricorda i dati sulla spesa prevista che conferma una forte polarizzazione del Paese tra chi può permettersi le vacanze e chi è costretto a rinunciarvi per ragioni economiche: la spesa media per famiglia, per una settimana, si attesta sui 2750 euro (+15% rispetto 2025) solo per pernottamento e colazione, mentre una famiglia di 4 persone, nella settimana di ferragosto, spenderà, per trattamento all inclusive, fino a 6.820 euro (+5% rispetto allo scorso anno), mentre 8,9 milioni di italiani restano a casa. Per oltre 1 su 2 la motivazione è economica.
F.Schneider--VZ