Tunisia, sindacato Ugtt minaccia possibile sciopero generale contro la crisi
Accusa il potere, "porte chiuse al dialogo". Annunciata marcia nazionale
Il potente sindacato Unione generale tunisina del lavoro (Ugtt) alza il livello dello scontro con le autorità e mette sul tavolo l'ipotesi di uno sciopero generale, accusando il potere di avere aggravato la crisi economica e sociale del Paese e di avere chiuso ogni spazio di dialogo. La posizione è emersa dalla riunione dell'istanza amministrativa nazionale della principale centrale sindacale tunisina, che ha esaminato la situazione politica e sociale e le prossime forme di mobilitazione. Il segretario generale dell'Ugtt, Slaheddine Selmi, ha descritto la situazione del Paese come "grave e critica", affermando che "tutte le porte sono ormai chiuse" e che la Tunisia sarebbe passata dall'assenza del dialogo sociale a una "totale assenza di dialogo" tra le autorità e le diverse componenti della società. Secondo Selmi, tutte le forme di mobilitazione restano possibili, compreso lo sciopero generale. Il leader sindacale ha invitato le strutture regionali e settoriali dell'Ugtt a prepararsi alle prossime iniziative attraverso riunioni e attività di mobilitazione sul territorio. La centrale non ha tuttavia annunciato, per il momento, una data per l'eventuale sciopero generale. Il principio dell'agitazione, già approvato dal congresso dell'Ugtt di Monastir, dovrà essere accompagnato da una fase di preparazione e mobilitazione delle strutture sindacali. L'Ugtt ha inoltre annunciato la preparazione di una marcia nazionale insieme ad alcune organizzazioni della società civile. La data sarà stabilita in coordinamento con i partner della centrale. L'iniziativa si inserisce nel nuovo quadro di coordinamento costituito dall'Ugtt con la Lega tunisina per la difesa dei diritti umani (Ltdh) e l'Ordine nazionale degli avvocati, che nei giorni scorsi hanno denunciato congiuntamente il deterioramento della situazione politica, economica e sociale e chiesto la ripresa di un dialogo nazionale. Othman Jallouli, segretario generale aggiunto dell'Ugtt responsabile dell'informazione, ha spiegato che la centrale punta a definire con le altre organizzazioni una strategia comune di mobilitazione e a creare un rapporto di forza capace, nelle intenzioni dei promotori, di spingere le autorità ad ascoltare le richieste provenienti dalla società. La tensione tra Ugtt e potere arriva dopo settimane di prese di posizione sempre più dure delle strutture regionali del sindacato. Le unioni di Tunisi, Siliana, Mahdia e Tozeur hanno denunciato, tra l'altro, il deterioramento del potere d'acquisto, l'aumento dei prezzi, le difficoltà di approvvigionamento di alcuni prodotti e medicinali, le interruzioni dei servizi idrici ed elettrici e il peggioramento dei servizi pubblici. L'Ugtt denuncia inoltre da tempo il blocco della contrattazione e del dialogo sociale e le pressioni sull'attività sindacale, chiedendo il rispetto degli accordi sottoscritti e delle libertà sindacali. (ANSA)
P.Schulz--VZ