Polemiche per i fondi al film su D'Annunzio, regista e produttori 'è un'offesa'
Per Catinari, Lucisano e Del Brocco, 'raccontiamo un fatto storico'
Arriva in sala il 16 aprile con 01 Distribution, non senza polemiche, 'Alla festa della Rivoluzione' di Arnaldo Catinari, ispirato all'opera letteraria di Claudia Salaris, edita da il Mulino, e prodotto da Fulvio e Federica Lucisano con Rai Cinema. La pellicola racconta i 500 giorni di Gabriele D'Annunzio a capo della rivoluzione fiumana. Motivo del contendere? Il fatto che quest'opera, visto l'argomento considerato vicino alle sensibilità della maggioranza, abbia ricevuto le sovvenzioni statali rispetto ad altri film, come ad esempio quello dedicato al caso Regeni, cui sono state negate. Ma stamani alle presentazione del film in un albergo romano replicano il regista, Federica Lucisano, e l'Ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco. "Un giornalista quando abbiamo presentato il film alla Camera mi ha accusato di avere la camicia nera, dicendo che la indossavo in onore della maggioranza - dice Catinari -. Ci sono rimasto molto male perché mi sono sentito offeso non solo come professionista, ma come persona. Perché parli di me senza conoscermi e aver visto il film? Sono un uomo libero che vuole raccontare delle storie e questa era super affascinante. Allora significa che non si devono fare film come 'Comandante' o una serie fantastica come 'M'?". Dice invece Federica Lucisano: "Quando ho letto la sceneggiatura sono rimasta completamente affascinata perché nei libri di storia la vicenda di Fiume viene raccontata in poche righe. Fu invece una rivoluzione che tra l'altro anticipava tutti quei valori del Sessantotto come il divorzio, il matrimonio omosessuale, il voto alle donne. Per quanto riguarda i finanziamenti, noi abbiamo avuto solo la metà di quanto richiesto e a film finito. Detto questo, trovo che anche da un punto di vista ideologico non è né un film di destra né un film di sinistra, ma solo un'opera che narra e restituisce una verità storica. A me personalmente hanno bocciato un film su Pirandello di Costanza Quatriglio con sette meravigliose attrici e non abbiamo certo gridato allo scandalo". "Per quanto riguarda Rai Cinema - aggiunge Del Brocco -, noi dobbiamo raccontare tutte le storie possibili e immaginabili. Lo abbiamo sempre fatto anche con storie molto più, tra virgolette, politiche e continueremo a farlo non chiedendoci se rappresenta una parte politica o l'altra".
P.Stein--VZ