L'italo-palestinese Tara canta la diaspora nel suo primo ep 'Zefiro'
Arabo, inglese e italiano insieme, ritmi Arab'n'B contro ogni pregiudizio
"Dio mi ha dato una voce per compensare chi la usa poco" canta la giovane artista italo-palestinese Tara nel suo Ep di debutto, 'Zefiro', in uscita il 15 maggio, dedicato al vento che "soffia da ponente e può portarmi oltre, anche dove non posso andare, nella mia terra, dove ci sono le mie radici". Una terra che Tamara Al Zool - racconta alla vigilia dell'anniversario della Nakba - non ha mai visto: "I miei nonni hanno vissuto la Nakba piena, sono stati esiliati dai loro villaggi, rasi al suolo, e si sono dovuti trasferire in Giordania, poi mio padre è venuto a studiare in Italia, dove sono nata. Grazie alla mia famiglia, che ne rende viva la memoria, ho scoperto la bellezza della mia cultura". Una cultura che nel suo primo lavoro di studio si fonde con sonorità pop e r'n'b contemporanee, che lei chiama Arab'n'B , e in una miscellanea di arabo, inglese e italiano, metafora di un movimento continuo tra Occidente e Oriente, cantato nei singoli "Mezzaluna", dove la lontananza non separa ma unisce, e "Diaspora", con un taglio più critico. "Da piccola - ricorda la 23enne cresciuta a Cassino, che presenta oggi il suo album dal vivo a Milano - cercavo di non nominare le mie origini perché non sapevo come rispondere, era più facile nascondersi dai pregiudizi. Crescendo ho capito che se non insegno che la mia cultura è bella gli altri non lo sapranno mai, così mi sono aperta a poco a poco ed è nata la scelta di usare anche l'arabo, anche perché in casa abbiamo sempre parlato un mix di lingue e il mio cervello funziona così". Per quanto riguarda la Palestina, "la consapevolezza in Europa è arrivata tardi di decenni, io so da quando sono nata che la mia terra vive sotto un regime di apartheid. Per noi era all'ordine del giorno vedere la brutalità delle forze d'occupazione, ma siamo contenti che ci sia un'apertura mediatica e di coscienza su temi che sono stati a lungo ignorati". Per quanto la riguarda, "sarebbe più semplice piangersi addosso, mentre è più difficile mettersi in gioco rischiando la carriera. So che per me alcune porte non si sono aperte, ma è meglio così, è andato tutto come doveva, è giusto mostrarsi coraggiosi per chi lo è meno". Come ha fatto lei, cantando Bella ciao in arabo il 25 aprile. Sarà anche per questo che i Subsonica l'hanno scelta come unico ospite dell'ultimo album 'Terre rare', dove la sua voce collabora al brano "Straniero" per riaffermare, attraverso la musica, un senso condiviso di umanità, lo stesso che Tara porterà il 21 maggio sul palco del festival Mi Ami all'Idroscalo di Milano.
B.Simon--VZ