'Imprinting: Beethoven Schubert', nuovo disco di Accademia Bizantina
In uscita il terzo capitolo del progetto dell' orchestra diretta da Ottavio Dantone
E' dedicato a Beethoven e Schubert il terzo capitolo del progetto discografico Imprinting di Accademia Bizantina e Ottavio Dantone, avviato nel quarantennale della formazione per scandagliare il repertorio a cavallo tra Settecento e Ottocento. A distanza di due anni dalla prima incursione con la Sinfonia Italiana di Mendelssohn e la Renana di Schumann, seguite da Mozart e Haydn con le sinfonie Jupiter e London, l'ensemble e il suo direttore, specialisti del repertorio barocco, affrontano i grandi capolavori di questa fase di passaggio cruciale nella storia della musica. Nell'album 'Imprinting #3: Beethoven & Schubert', in uscita il 16 ottobre, vengono eseguite in una nuova veste la Sinfonia n. 5 di Beethoven e il più celebre attacco della storia della musica e la Sinfonia n. 4 'Tragica' di Schubert nella quale il compositore apre a nuovi linguaggi che troveranno realizzazione nell'Incompiuta, nella Sinfonia Grande e nei capolavori degli ultimi anni. "Imprinting - spiega Dantone - nasce dall'idea di esplorare il linguaggio del periodo classico e romantico considerando da un lato i graduali cambiamenti estetici e filosofici in atto nei vari periodi storici, e dall'altro quella tradizione di gesti e atteggiamenti espressivi delle generazioni precedenti che facevano ancora parte della nuova sensibilità artistica". Esiste però, in qualsiasi forma, epoca e stile, una componente testuale ed esecutiva che trascende le possibilità e lo stesso pensiero dell'autore, osserva. "Questo è ciò che non si può scrivere in quanto impossibile da fissare sulla carta, il quid che l'esecutore, con l'aiuto della propria esperienza, conoscenza e sensibilità, è chiamato a dedurre e ricostruire, attraverso una ricerca attenta e scrupolosa. Le nozioni filologiche e la pratica della musica antica possono quindi agevolare, nell'ambito di repertori più moderni, l'identificazione e la comprensione di intenzioni e stilemi figli della cultura e del pensiero del passato". Nel confronto tra la forza visionaria del pensiero beethoveniano e la dimensione più introspettiva e narrativa di Schubert "la sinfonia sembra attraversare una soglia: da forma compiuta a spazio di interrogazione interiore. È in questo passaggio, fragile e insieme potentissimo, che la musica continua a parlare oltre il tempo, trasformando il gesto del passato in una presenza viva, ancora in grado di risuonare immutata nel nostro presente".
N.Neumann--VZ